Ieri appuntamento dal dentista: ripartono “i grandi lavori”. Di nuovo la protesi è cambiata. Gli incisivi davanti non sono più importanti, sono piccoli e allineati a quelli accanto, detti anche “le piccole capsule” che, anche loro, hanno bisogno di un restyling dato che la gengiva è arretrata e cambiata nel frattempo (circa 20anni dall’incapsulamento). Per adesso evito di guardarmi allo specchio, non mi guardavo molto prima e tantomeno adesso. Controllo invece le reazioni dei miei amici, conoscenti, persone. Il primo impatto è sempre quello che conta, dopo aggiustano il tiro, si allineano insomma,non dicono la verità. C’è da dire anche che, smettendo di fumare sono ingrassata di cinque chili, non sono grassa perchè prima ero secca, ma comunque anche questo cambia la fisionomia. Prossima tappa, martedì 19, una seduta per limare l’arcata inferiore con anestesia inclusa. Non ci voglio tanto pensare. E’ noiosa questa storia dell’anestetico.
A volte ritornano
Posted in Diario con i tag anestesia, capsule, denti, dentista, incisivi, limatura, protesi on Febbraio 14, 2008 by maggymistakeUsare il piccolino
Posted in Diario con i tag asus, danimarca, eee pc, linux, lopo, microsoft, ubuntu on Febbraio 8, 2008 by maggymistakeUsare il piccolino (little asus or asussino) è molto facile. La cosa bella è che questa volta non c’è microsoft che tenga, tutti i programmi sono free e (lo dico a te Lopo della Danimarca) sto usando linux.
Non ci capisco niente, vorrei far partire dei programmi installati, vorrei creare delle icone, far partire degli eseguibili, però sto usando linux ubuntu.
Sono molto fiera,non ci capisco niente ma sono fierissima.
e alla fine sarà così piccolo da stare sotto pelle
Posted in Diario con i tag asus, computer, eee pc, mini, new tecnology, notebook, portatile, style, tech on Febbraio 4, 2008 by maggymistakeSto scrivendo da un piccolo computer: si chiama eeepc, è incredibilmente piccolino e molto stiloso.

La deriva è preoccupante e quindi firmo
Posted in Diario con i tag deportazione, fascismo, petition, petizione, propaganda, razzismo, violenza on Novembre 16, 2007 by maggymistake Il triangolo nero
Violenza, propaganda e deportazione. Un manifesto di scrittori, artisti e intellettuali contro la violenza su rom, rumeni e donne
La storia recente di questo paese e’ un susseguirsi di campagne d’allarme, sempre piu’ ravvicinate e avvolte di frastuono. Le campane suonano a martello, le parole dei demagoghi appiccano incendi, una nazione coi nervi a fior di pelle risponde a ogni stimolo creando “emergenze” e additando capri espiatori.
Una donna e’ stata violentata e uccisa a Roma. L’omicida e’ sicuramente un uomo, forse un rumeno. Rumena e’ la donna che, sdraiandosi in strada per fermare un autobus che non rallentava, ha cercato di salvare quella vita. L’odioso crimine scuote l’Italia, il gesto di altruismo viene rimosso.
Il giorno precedente, sempre a Roma, una donna rumena e’ stata violentata e ridotta in fin di vita da un uomo. Due vittime con pari dignita’? No: della seconda non si sa nulla, nulla viene pubblicato sui giornali; della prima si deve sapere che e’ italiana, e che l’assassino non e’ un uomo, ma un rumeno o un rom.
Tre giorni dopo, sempre a Roma, squadristi incappucciati attaccano con spranghe e coltelli alcuni rumeni all’uscita di un supermercato, ferendone quattro. Nessun cronista accanto al letto di quei feriti, che rimangono senza nome, senza storia, senza umanita’. Delle loro condizioni, nulla e’ piu’ dato sapere.
Su queste vicende si scatena un’allucinata criminalizzazione di massa. Colpevole uno, colpevoli tutti. Le forze dell’ordine sgomberano la baraccopoli in cui viveva il presunto assassino. Duecento persone, tra cui donne e bambini, sono gettate in mezzo a una strada.
E poi? Odio e sospetto alimentano generalizzazioni: tutti i rumeni sono rom, tutti i rom sono ladri e assassini, tutti i ladri e gli assassini devono essere espulsi dall’Italia. Politici vecchi e nuovi, di destra e di sinistra gareggiano a chi urla piu’ forte, denunciando l’emergenza. Emergenza che, scorrendo i dati contenuti nel Rapporto sulla Criminalita’ (1993-2006), non esiste: omicidi e reati sono, oggi, ai livelli piu’ bassi dell’ultimo ventennio, mentre sono in forte crescita i reati commessi tra le pareti domestiche o per ragioni passionali. Il rapporto Eures-Ansa 2005, L’omicidio volontario in Italia e l’indagine Istat 2007 dicono che un omicidio su quattro avviene in casa; sette volte su dieci la vittima e’ una donna; piu’ di un terzo delle donne fra i 16 e i 70 anni ha subito violenza fisica o sessuale nel corso della propria vita, e il responsabile di aggressione fisica o stupro e’ sette volte su dieci il marito o il compagno: la famiglia uccide piu’ della mafia, le strade sono spesso molto meno a rischio-stupro delle camere da letto.
Nell’estate 2006 quando Hina, ventenne pakistana, venne sgozzata dal padre e dai parenti, politici e media si impegnarono in un parallelo fra culture. Affermavano che quella occidentale, e italiana in particolare, era felicemente evoluta per quanto riguarda i diritti delle donne. Falso: la violenza contro le donne non e’ un retaggio bestiale di culture altre, ma cresce e fiorisce nella nostra, ogni giorno, nella costruzione e nella moltiplicazione di un modello femminile che privilegia l’aspetto fisico e la disponibilita’ sessuale spacciandoli come conquista. Di contro, come testimonia il recentissimo rapporto del World Economic Forum sul Gender Gap, per quanto riguarda la parita’ femminile nel lavoro, nella salute, nelle aspettative di vita, nell’influenza politica, l’Italia e’ 84esima. Ultima dell’Unione Europea. La Romania e’ al 47esimo posto.
Se questi sono i fatti, cosa sta succedendo?
Succede che e’ piu’ facile agitare uno spauracchio collettivo (oggi i rumeni, ieri i musulmani, prima ancora gli albanesi) piuttosto che impegnarsi nelle vere cause del panico e dell’insicurezza sociali causati dai processi di globalizzazione.
Succede che e’ piu’ facile, e paga prima e meglio sul piano del consenso viscerale, gridare al lupo e chiedere espulsioni, piuttosto che attuare le direttive europee (come la 43/2000) sul diritto all’assistenza sanitaria, al lavoro e all’alloggio dei migranti; che e’ piu’ facile mandare le ruspe a privare esseri umani delle proprie misere case, piuttosto che andare nei luoghi di lavoro a combattere il lavoro nero.
Succede che sotto il tappeto dell’equazione rumeni-delinquenza si nasconde la polvere dello sfruttamento feroce del popolo rumeno.
Sfruttamento nei cantieri, dove ogni giorno un operaio rumeno e’ vittima di un omicidio bianco.
Sfruttamento sulle strade, dove trentamila donne rumene costrette a prostituirsi, meta’ delle quali minorenni, sono cedute dalla malavita organizzata a italianissimi clienti (ogni anno nove milioni di uomini italiani comprano un coito da schiave straniere, forma di violenza sessuale che e’ sotto gli occhi di tutti ma pochi vogliono vedere).
Sfruttamento in Romania, dove imprenditori italiani – dopo aver “delocalizzato” e creato disoccupazione in Italia – pagano salari da fame ai lavoratori.
Succede che troppi ministri, sindaci e giullari divenuti capipopolo giocano agli apprendisti stregoni per avere quarti d’ora di popolarita’. Non si chiedono cosa avverra’ domani, quando gli odii rimasti sul terreno continueranno a fermentare, avvelenando le radici della nostra convivenza e solleticando quel microfascismo che e’ dentro di noi e ci fa desiderare il potere e ammirare i potenti. Un microfascismo che si esprime con parole e gesti rancorosi, mentre gia’ echeggiano, nemmeno tanto distanti, il calpestio di scarponi militari e la voce delle armi da fuoco.
Succede che si sta sperimentando la costruzione del nemico assoluto, come con ebrei e rom sotto il nazi-fascismo, come con gli armeni in Turchia nel 1915, come con serbi, croati e bosniaci, reciprocamente, nell’ex-Jugoslavia negli anni Novanta, in nome di una politica che promette sicurezza in cambio della rinuncia ai principi di liberta’, dignita’ e civilta’; che rende indistinguibili responsabilita’ individuali e collettive, effetti e cause, mali e rimedi; che invoca al governo uomini forti e chiede ai cittadini di farsi sudditi obbedienti.
Manca solo che qualcuno rispolveri dalle soffitte dell’intolleranza il triangolo nero degli asociali, il marchio d’infamia che i nazisti applicavano agli abiti dei rom.
E non sembra che l’ultima tappa, per ora, di una prolungata guerra contro i poveri.
Di fronte a tutto questo non possiamo rimanere indifferenti. Non ci appartengono il silenzio, la rinuncia al diritto di critica, la dismissione dell’intelligenza e della ragione.
Delitti individuali non giustificano castighi collettivi.
Essere rumeni o rom non e’ una forma di “concorso morale”.
Non esistono razze, men che meno razze colpevoli o innocenti.
Nessun popolo e’ illegale.
Di ritorno da Torino
Posted in Diario con i tag cinema, dario argento, gianduiotti, mobledor, mole antonelliana, torino, via po on Novembre 5, 2007 by maggymistakeFine settimana passato a Torino, alloggio all’Hotel Mobledor, affacciato su via Po, bancarelle e librerie, librerie e bancarelle e poi, torino magica, la gran madre, mater terribilis e Dario Argento in persona, proprio lui, di ciccia, vero. Il museo del cinema e la mole, torino la mole torino la mole: gianduiotti e caffè e cappuccini e bicerin. Viali e controviali e portici portici portici. Bella Torino.
Ritirata Rosa
Posted in Diario con i tag denti, gengive, gusto, protesi, scheletrato on Ottobre 29, 2007 by maggymistakeAllora adesso aspettiamo che le gengive “ritirino”.
Questo permetterà un cambio della mia protesi provvisoria e passeremo alla fase due: la nuova protesi/scheletrato completamente aderente alle mie gengive, meno invasiva, si dice. Mah, speriamo solo che il palato sia più fine. Magari affino il gusto…
Cambiare le lancette.
Posted in Diario con i tag coppola, film, kubrick, lancette on Ottobre 28, 2007 by maggymistakeIl film era brutto. Come al solito mi sono addormentata. Ma si capiva dal primo quarto d’ora che era brutto. Secondo me Coppola ormai è andato. Lo fa, spesso lo fa, mica tutti sono Kubrick. La paura della morte prende il sopravvento. Vabbè il film era brutto.
P.S. Con quest’ora legale mi sono svegliata alle sette e un quarto.
Ho deciso, il tema è questo
Posted in Diario con i tag arancione, cinema, coppola, de luigi, fondente, halloween, martino luttazzi, santarcangelo, tema on Ottobre 27, 2007 by maggymistakeEssenziale, visuale, nero e arancione. Ho deciso: il tema è questo. Lui. Fondente e arancione. Intanto mentre stasera saremo al cinema a vedere il nuovo film di Coppola, ieri notte qui in questa casa è stato visto Halloween, per festeggiare la nottata in anteprima e stamani si è parlato di Santarcangelo con Martino. Sembrava di parlare con Daniele Luttazzi o con Fabio De Luigi. Per l’accento dico. Buona serata a tutti.
Bisturi, please!
Posted in Diario con i tag , dente, denti, incisivo superiore, last, punti, radice, ultimo on Ottobre 22, 2007 by maggymistakeHa detto così il dentista che quella di stamani era l’ultima radice, 4 punti, incisivo superiore, questo mese quattro denti, uno a settimana circa, dice così il dentista che questo era l’ultimo, ma io ci credo? Bisturi please!
